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03.07.2017

Animatime

Animatime – L’occhio attento rende il mondo misterioso

La Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea presenta, all’interno della rassegna Animatime curata da Annarosa Buttarelli, La vita delle immagini di Charles Simič, edito da Adelphi nel 2017. Introdotto da Andrea Tomasini, l’autore leggerà le sue poesie con Moira Egan e Damiano Abeni.

La poesia di Simič si fa strada con parole semplici e visionarie, capaci di assemblare e interpretare cose raccolte dopo una passeggiata: “Quelli che vanno in giro come me non fanno che scattare istantanee immaginarie”. Le immagini della cui vita parla Charles Simič sono le immagini che il poeta ritaglia soggettivamente, lasciando affiorare nessi tra cose che apparentemente non ne hanno: “Cruciale non è tanto il significato delle parole, quanto quello che esse mostrano e disvelano”.

Scrivere versi è come giocare a scacchi, ha dichiarato più volte Simič. La sua poesia, la sua scrittura, prende le mosse da ciò che vede: la parola si forma dal contatto di visibile e dicibile restituendo immagine e significato anche alle cose più semplici e familiari, così usuali e quotidiane che, se non fosse per la poesia, avrebbero corso il rischio di restare invisibili. Ingrediente segreto è quel saporito paradosso che consente alla poesia di generare sapienti estrosità stralunate su arte e condizione umana.
La vita delle immagini è la scrittura che sa coglierle mentre accadono nel mondo come solo l’insonne sa fare: mentre gli altri dormono lui veglia, al confine sfumato tra realtà e fantasia, presente e ricordo, assopimento e coscienza vigile. L’immaginazione applicata al mondo circostante definisce i casi particolari e, vedendoli, Simič li immagina in flagranza di accadimento.

 

Charles Simič è forse l’ultimo esemplare di intellettuale europeo: poeta laureato nel 2007, premio Pulitzer nel 1990, docente di letteratura americana e scrittura creativa alla University of New Hampshire, è stato a lungo poetry editor di The Paris Review. Nato a Belgrado nel 1938 vive la tragedia della Guerra, scappa dalla Jugoslavia e dal 1954 è negli Stati Uniti. L’inglese è la lingua in cui scrive le sue poesie e le sue prose. In Italia i suoi libri sono pubblicati da Donzelli, Adelphi (l’ultimo dei quali, intitolato La vita delle immagini è fresco di stampa) e da Elliot, per i cui tipi è appena uscito The Lunatic, tradotto da Damiano Abeni e Moira Egan.

Damiano Abeni è nato a Brescia nel 1956, è epidemiologo e conduce un’intensa attività di ricerca clinica, riassunta in più di 100 articoli scientifici apparsi su riviste scientifiche internazionali. Traduce poesia americana dal 1973, quando vinse una borsa di studio che gli ha permesso di studiare un anno in Arizona. Tra i contemporanei tradotti Elisabeth Bishop, Charles Simič, Mark Strand, Charles Wrigth. Collabora con numerose case editrici e riviste letterarie, e fa parte della redazione di Nuovi Argomenti. È cittadino onorario della città di Tucson, in Arizona, e di Baltimora nel Maryland, per meriti culturali. Vive a Roma, vicino alla chiesa di San Clemente, con sua moglie, la poetessa Moira Egan.

Moira Egan è nata a Baltimora (USA). Suoi lavori sono apparsi in molte riviste statunitensi e internazionali, e in diverse antologie, tra cui Best American Poetry 2008, e in traduzione su Nuovi Argomenti, Poesia, Lo Straniero. Autrice di numerosi libri di poesie, la sua collezione più recente èSynæsthesium, premiata con The New Criterion Poetry Prize, di prossima uscita anche in italiano entro il 2017. Con Damiano Abeni ha pubblicato non poche traduzioni in Italia (tra gli autori rJohn Ashbery, Aimee Bender, Lawrence Ferlinghetti, John Barth, Anthony Hecht, Mark Strand e Charles Wright). Sue traduzioni da poeti italiani, realizzate a quattro mani con Abeni, sono pubblicate su numerose riviste negli U.S.A. e alcune sono raccolte nello FSG Book of 20th Century Italian Poetry (2012) e nel volume di Patrizia Cavalli My Poems Will Not Change the World (FSG, 2013). Moira Egan ha ricevuto fellowship da prestigiose istituzioni quali la Mid Atlantic Arts Foundation; il Virginia Center for the Creative Arts; il St. James Cavalier Centre for Creativity a Malta; il Civitella Ranieri Center; la Rockefeller Foundation, Bellagio Center; e (per il 2015, con Abeni) la James Merrill House.

Andrea Tomasini è nato a Roma nel 1962. Giornalista free lance, bibliofilo e sommelier, si occupa di aspetti narrativi della realtà. Occupandosi di comunicazione, ha lavorato per case editrici, aziende farmaceutiche, organizzazioni non governative di lotta contro le malattie, università e centri di ricerca, società scientifiche, agenzie di design e comunicazione d’impresa. Ha pubblicato saggi e testi in modo particolare nell’ambito della medicina narrativa. Vive tra Roma e Spoleto, dove collabora ormai da tempo con le Biblioteche Carducci e Carandente all’ideazione e organizzazione di incontri ed eventi – tra essi il Maggio dei Libri che a Spoleto si configura come un festival della lettura che coinvolge tutte e cinque le biblioteche cittadine. A Spoleto collabora anche alle attività di palazzo Collicola Arti visive, ideando incontri e pubblicando nei cataloghi prodotti dal museo. E’nella redazione di Artapp, collaborando anche al blog della rivista.

 

info

lunedì 3 luglio 2017 ore 18.00
Sala delle Colonne, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti, 131 – Roma
ingresso libero
T +39 06 3229 8221

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