La Galleria Nazionale La Galleria Nazionale

27.05.2017

Animatime

Animatime – Gli enigmi di un secolo

Incontro con Ágnes Heller

Dialogano con la filosofa Caterina Botti, Luciano De Fiore e Stefano Velotti

Introduce Cristina Guarnieri per Castelvecchi editore

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta, all’interno della rassegna Animatime curata da Annarosa Buttarelli, Breve storia della mia filosofia di Ágnes Heller, edito da Castelvecchi nel 2016.

«Mentre la mia vita politica e personale è stata piena di avventure e svolte cruciali, la mia vita filosofica era un eterno ritorno a quel groviglio senza capo né coda che erano i miei primi lavori. Mi sembrava di aver di fronte da sempre gli stessi enigmi. Negli ultimi sessant’anni il mio pensiero è cambiato, a volte anche in maniera radicale, ma gli enigmi sono rimasti sempre gli stessi» (Ágnes Heller)

Ágnes Heller racconta per la prima volta il suo cammino filosofico, intrecciando lo sviluppo delle proprie idee alle sfide storiche e politiche del suo tempo (dai Gulag ad Auschwitz, dalla rivoluzione all’emigrazione). La storia del suo pensiero viene presentata in quattro tappe: gli “anni dell’apprendistato”, a lezione da György Lukács, prima e dopo la rivoluzione ungherese; gli “anni del dialogo”, epoca di fermento, discussione e condivisione all’interno della cosiddetta Scuola di Budapest; gli “anni della costruzione e dell’intervento”, caratterizzati dall’impegno politico durante l’esilio australiano; infine, gli “anni della peregrinazione”, fra lezioni e conferenze in giro per il mondo, dopo la morte dell’ultimo marito Ferenc Fehér. Un’avventura intellettuale di straordinaria intensità che attraversa l’intero “secolo breve” e si confronta con il vortice dei suoi più scandalosi enigmi.

Ágnes Heller (Budapest, 12 maggio 1929) assistente di Lukács all’Università di Budapest, ne viene espulsa nel 1959 per motivi politici. Riammessa nel 1963, la filosofa ungherese diventa il massimo esponente della celebre Scuola di Budapest. Dieci anni dopo viene licenziata con l’accusa di aver negato la realtà socialista del proprio Paese. Si trasferisce pochi anni dopo in Australia, a Melbourne, e infine a New York, dove eredita la cattedra di Hannah Arendt alla New School for Social Research. La sua ricerca, ispirata a una lettura del marxismo in chiave antropologica, è prevalentemente rivolta all’etica.

Dialogano con la filosofa: 

Stefano Velotti
Caterina Botti
Luciano De Fiore

Sarà presente all’evento Cristina Guarnieri per Castelvecchi editore

 

Scarica il CS
↓ download

info

sabato 27 maggio 2017 ore 18.00
Sala delle Colonne, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti, 131 – Roma
ingresso libero
T +39 06 3229 822

website in progress