Sala delle Colonne Remix

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“L’hortus conclusus riassume in sé un magnifico insieme di aspetti diversi. Si sforza di comprendere il paesaggio che nega, spiega il mondo che esclude, accoglie la natura che teme e somma tutto questo in una composizione architettonica” Rob Aben, Saskia de Wit, The Enclosed Garden, 1999

 

Prosegue il lavoro di rilettura degli spazi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea che recupera, in modo radicale, la centralità e l’identità dello spazio architettonico. Da giugno 2016 la Sala delle Colonne attraversa continue diverse fasi di riallestimento rimanendo uno spazio aperto di accoglienza e di condivisione, proprio come lo ricorda Giuseppe Micali nel 1932 con l’opera La Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Salone d’ingresso.

 

 

Giuseppe Micali, La Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Salone d'ingresso, 1932Giuseppe Micali, La Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Salone d’ingresso, 1932
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

 

La sala recupera lo spirito originario mescolando in maniera out of joint gli storici divani e il tappeto del 1911 con i mobili e il Trojan Bar disegnati da Martí Guixé.

 

Sala delle ColonneUno schizzo della Sala delle Colonne disegnato da Martí Guixé

 

La luce che invade i volumi, la permeabilità visiva degli spazi e il ritrovato confronto con l’esterno rimettono in campo, ogni volta sotto una una forma diversa e contemporanea, la struttura originaria del Bazzani.

 

Sala delle Colonne

 

I pieni e i vuoti conferiscono il segno distintivo all’architettura e generano un intrigante effetto di illuminazione naturale per gli ambienti espositivi.

 

Sala delle Colonne

Sala delle Colonne

 

Uno spazio per prendere un caffè, leggere e riposarsi, la Sala delle Colonne assume oggi i caratteri di hortus conclusus, incernierato nelle sue chiavi di volta, il Salone Centrale e i due cortili laterali, Saturnali e Romani.

 

Sala delle Colonne

 

Il parco di Villa Borghese entra nel museo, restituendo ai visitatori una sorta di giardino d’inverno.