Underdog: la legge del branco e il ritorno del corvo bianco

share on:

Marzo 2017, una mattina assolata; me la ricordo bene perché era il giorno dopo il mio compleanno, ma soprattutto per la serie di avvenimenti inconsueti che stavano per accadere. C’era vento forte, le onde s’infrangevano con potenza contro gli scogli; l’odore di salsedine si mischiava al profumo dei pini proveniente dalla foresta, rendendo l’aria ancora più frizzante. Nonostante quel giorno il sole fosse radioso, lungo la costa di Mendocino nella California settentrionale, si percepiva nel paesaggio un che’ di oscuro, quasi sinistro.

 

Liliana Moro

 

Accanto ad assolate fattorie biologiche, allevamenti di mucche e galline libere nei campi e trattate umanamente, tra distese di vigneti che producono uve e vini pregiati, il territorio fornisce un perfetto nascondiglio per chi, per motivi diversi, vuole chiamarsi fuori dalla struttura sociale: donne e uomini di mare, naviganti a riposo, maghi e guaritori, coltivatori di marijuana, combattenti reduci dalle più disparate e disperate battaglie. A volte, così all’improvviso, il sole si oscura, dal mare sale la nebbia, il silenzio rotto solo da un sospiro del vento, un lamento flebile, che sussurra una qualche triste leggenda, il presagio di una profezia infausta. Si narrano storie di sparizioni improvvise e suicidi, donne e uomini saltati giù dalla scogliera.  In un tempo non troppo lontano gli uomini bianchi invasero la zona costringendo i legittimi proprietari di questa terra a saltare giù dai dirupi tra le onde alte di un oceano feroce, in “suicidi” di massa.

Le scogliere che precipitano a strapiombo nella vastità del Pacifico con alle spalle il manto fitto di verde delle foreste di conifere, rendono questi luoghi lo scenario perfetto per una sparizione.

Quella mattina avevo camminato fin sul bordo della scogliera non lontano dal Faro, dove il mio telefono riceveva un segnale accettabile, sufficiente per leggere l’email: nella casella di entrata oltre ad alcuni messaggi di auguri per il compleanno, la mia attenzione fu catturata da una mail che dovetti rileggere più di una volta prima di accettarne il contenuto. La missiva proveniva da molto lontano, da Roma, dal registrar della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea: “Gentilissima Emi Fontana, secondo i nostri accordi, oggi abbiamo ricevuto nelle sale del museo l’opera Underdog di Liliana Moro…ma è stato con grande stupore e costernazione che abbiamo costatato che una delle casse è arrivata vuota…”.

Dopo molti viaggi e pellegrinaggi per mostre e biennali intorno al mondo, il gruppo scultoreo in bronzo, formato da cinque Dogo Argentino a grandezza naturale, era stato spedito per trovare una sistemazione permanente presso la Galleria Nazionale a Roma, ma in realtà solo quattro dei cinque cani erano arrivati a destinazione. Dal contenuto della mail mi fu subito chiaro che il cane scomparso era quello che sta da solo, fermo sulle quattro zampe si tiene in disparte e osserva, con espressione saggia e quasi umana, la drammatica lotta per la supremazia che si sta svolgendo nel branco: proprio lui… maledetti bastardi! Si erano portati via il testimone.

 

@ Emi Fontana, Los Angeles luglio 2018
Emi Fontana (Milano, 1961) vive e lavora a Los Angeles, è una produttrice culturale, curatrice e scrittrice

 

Sabato 13 ottobre alle ore 18, nella Sala della Guerra, il pubblico potrà assistere all’evento a cura di Emi Fontana, con l’intervento dell’artista Liliana Moro, intorno alla sua opera Underdog, arrivata alla Galleria Nazionale nel marzo del 2017