Realtà in equilibrio. Conte, Lorenzetti, Napoleone

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Carlo Lorenzetti. Realtà in equilibrio presenta in Sala Via Gramsci 80 tra sculture, disegni e libri d’artista datati 1956–2014.

Bruno Conte. Realtà in equilibrio riunisce in Sala Aldrovandi 80 tra dipinti, sculture, disegni e libri d’artista datati 1955–2018.

Giulia Napoleone. Realtà in equilibrio inaugurerà a metà ottobre ed esporrà circa novanta opere: dipinti, sculture, disegni, libri d’artista 1956-2018.

 

Tre mostre, un curatore: Giuseppe Appella. Tre mostre, un titolo: Realtà in equilibrio. Così infatti si intitolava il foglio manifesto di Fausto Melotti diffuso in occasione della collettiva del 1982 tenutasi alla Galleria romana Il Segno che comprendeva, oltre a Rodolfo Aricò e Giuseppe Uncini, Carlo Lorenzetti, Bruno Conte e Giulia Napoleone.

 

 

“L’Istituto d’Arte è stato per la mia formazione un luogo molto importante. Ho seguito, per due anni, i corsi di Plastica di Pericle Fazzini, uno spirito solare, schietto, spontaneo, che mi sollecitava verso una libertà formale e compositiva. Un giorno mi invitò a vedere il lavoro che stava realizzando per la Cappella dedicata a Santa Francesca Saverio Cabrini nella chiesa di Sant’Eugenio a Roma: rimasi colpito dal suo modo di affrontare il gesso con strumenti del tutto inusuali. Per il Disegno ebbi come maestro Afro, di cui mi colpì il silenzioso ma efficace guidare in un processo di semplificazione. Accanto all’insegnamento di storia dell’arte, alquanto serioso, di Vincenzo Golzio, ricordo Ludovico Quaroni, che nel disegno progettuale metteva in atto una metodologia fortemente pragmatica, coinvolgente ed efficace per una educazione visiva della forma. Ma devo soprattutto al magistero di Alberto Gerardi la conoscenza preziosa delle tecniche di lavorazione dei metalli e il senso ‘umanistico’ del fare. In questo contesto matura, dopo esperienze pittoriche, la mia più forte inclinazione verso la scultura, sollecitata dalla realtà artistica di Roma nella sua stratificazione temporale: passavo ore a passeggiare nella città per scoprire monumenti, soprattutto dell’antichità romana e del periodo barocco”.
Carlo Lorenzetti

 

“Riguardando i miei primi lavori, dopo la metà degli anni Cinquanta, elaborati entro un microcosmo surreale, mi sembra già di avvertire nel disegno delle forme lineari una segreta scrittura. Il carattere della poetica che si è andato sviluppando e mutando fino a oggi si può identificare nella tematica di una misteriosa, eppure coinvolgente, materia della realtà: oltre il macrocosmo, il cosmo assunto nella stanza in cui si opera. Certo, le varie correnti d’avanguardia che si sono succedute non hanno mancato di lasciare un suggerimento. Tuttavia questi suggerimenti sono stati appresi nel mio mondo di sentire, pagando in fondo con una autonomia la possibilità di una utile rispondenza ai modi del momento. Le mie opere sono concettuali, ma nella loro forma, ancora meditata, tra equilibrio e squilibrio”.
Bruno Conte